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Prima di leggere questo documento, vi consigliamo di consultare il documento generale riguardante i "casi clinici"...
In questo documento pubblichiamo alcuni casi di noduli tiroidei curati con la medicina biologica.
Per chi è interessato al problema dei noduli tiroidei, è molto importante leggere anche il documento "riabilitazione della tiroide", per rendersi conto di come la Medicina Biologica dà almeno la certezza di eliminare gli ormoni, riattivare la funzione della tiroide e, infine, di non far aumentare i noduli.
Nello stesso tempo, è utile leggere anche il documento "casi di peggioramento nonostante gli ormoni", per rendersi meglio conto che l'assunzione degli ormoni, oltre a non essere spesso d'aiuto, può anche rivelarsi dannoso...
- signora di 58 anni, all'epoca della prima visita, avvenuta il 13 marzo 2005.
10 anni prima le erano stati diagnosticati alcuni piccoli nodulini alla tiroide, per cui le era stato prescritto l'ormone sintetico.
Ne aveva preso per anni 100 mcg e, all'epoca della prima visita, ne assumeva 87.5.
In tutti questi anni le ecografie si erano mantenute sempre più o meno simili: quella di gennaio 2003 riportava un nodulo calcifico di 7-10 mm a destra, altri 3 nodulini tra i 3 e i 10 mm a sinistra e, infine, un ultimo nodulino di 7 mm in zona paraistmica.
Ovviamente, come spesso accade, la signora faceva risalire questa stabilità all'uso dell'ormone sintetico, anche se era consapevole che tale ormone non faceva molto bene al suo apparato cardiovascolare, essendo ipertesa ed in cura con 2 farmaci anti-ipertensivi.
Poichè la signora, una sera, ci aveva visto parlare di tiroide su una TV privata, si convinse a tentare di curarsi in modo diverso.
Iniziammo, così, a diminuire l'ormone tiroideo, che fu eliminato definitivamente il 1 marzo 2006, con tutte le analisi degli ormoni perfette, comprese quelle ancora successive (e, dunque, senza ormoni) del 19 maggio 2006, con TSH a 1.97, FT3 a 3.4 ed FT4 a 10.2.
Il problema, però, era stato convincere la signora che l'ormone non le serviva per "tenere sotto controllo" i nodulini.
Per raggiungere tale scopo, le fu chiesto di effettuare una ecografia senza portare in visione le precedenti: ebbene, tale ecografia, effettuata il 3 ottobre 2005, parlava solo di 2 nodulini di 5 e 8 mm, al posto dei soliti 4 o 5 evidenziati da tutte le altre precedenti ecografie.
Facemmo notare questo dato alla paziente, la quale disse che eravamo stati bravi noi.
In realtà avremmo potuto goderci questo successo, ma sapevamo che le cose stavano diversamente, così le chiedemmo di effettuare un'altra ecografia ancora, ma questa volta portando in visione le precedenti, eccetto l'ultima risultata diversa.
Il risultato fu quello che ci aspettavamo: la nuova ecografia, del 10 febbraio 2006, guarda caso, ricalcava perfettamente tutte le altre antiche, con il solito nodulino di circa 10 mm a destra e i soliti 3 nodulini a sinistra, il maggiore dei quali di 8 mm.
Ovviamente la paziente era stata avvisata che, con tutta probabilità, riportando in visione le vecchie ecografie, l'esito sarebbe tornato ad essere simile alle altre.
Al contrario, non portando le precedenti, specie in caso di nodulini inferiori al centimetro, ci sono altissime probabilità che l'esito sia completamente differente (vedi il documento "analisi contrastanti").
Tutto questo, beninteso, non dipende dall'imperizia degli operatori, ma ha motivazioni più complesse che sono spiegate nel documento generale "noduli tiroidei".
Tornando alla nostra paziente, grazie a questo "escamotage", fu possibile dimostrarle che non era stata salvata dall'uso dell'ormone e che, anzi, l'uso del farmaco le aveva solo creato problemi, fino a contribuire all'aumento della pressione.
Per finire, se è vero che non ci siamo presi particolari meriti in occasione dell'ecografia apparentemente migliorata, è anche vero che non abbiamo problemi a prenderci il merito che ci spetta nel riuscire a riabilitare, con una certa facilità, la funzione tiroidea di tutte quelle persone che hanno assunto per anni l'ormone sintetico, e la cui tiroide di è "addormentata ed impigrita".
La medicina biologica, infatti, ha tutte le potenzialità per raggiungere, con facilità e velocità, l'obbiettivo di eliminare l'ormone tiroideo per sempre, ritrovandosi con una tiroide perfettamente funzionante.
N.B. questo caso clinico avrebbe potuto essere riportato anche nel documento "analisi contrastanti", oltre che in quello della "riabilitazione tiroidea".
- signora di 52 anni all'epoca della prima visita con noi, nell'aprile 2004, con diagnosi di "noduli tiroidei".
La cartella clinica della paziente era corredata di 2 ecografie, la prima delle quali effettuata nel gennaio 2002, con un nodulo di 26x14x17 mm a destra e altri 3 noduli a sinistra di 10, 9 e 6 mm.
Per questo le era stato prescritto l'ormone tiroideo, come è da prassi.
Successivamente, nel mese di maggio 2003, la paziente effettuò una seconda ecografia che mostrava il nodulo destro sostanzialmente invariato (26x16 mm) e gli altri 3 noduli a sinistra un pò aumentati di volume (12, 9 e 8 mm).
Entrambe le ecografie mostravano anche linfonodi "iperplastici" e "di tipo reattivo" in zona cervicale.
A questo punto, notato che l'ormone non aveva modificato in meglio il quadro, decide di mettersi in cura con la medicina biologica ed eliminare l'ormone, che fu sospeso definitivamente nel mese di ottobre 2004.
Oltre a sentirsi meglio, la paziente decide di rifare una ecografia di verifica il 27 ottobre 2005, cioè un anno esatto dopo la sospensione dell'ormone.
Tale ecografia mostra una situazione invariata a sinistra e un miglioramento a destra, con il nodulo grande ridotto di dimensioni rispetto alle altre 2 precedenti ecografie (23x11 mm invece di 26x16 o di 26x17x14).
Scomparsi anche i linfonodi reattivi e iperplastici in zona cervicale.
- signora di 58 anni, all'epoca della prima visita, avvenuta nel mese di novembre 2003.
La storia è simile a quella di chissà quante persone: infatti, nel 1996, la signora era in sovrappeso e, nel centro di dimagrimento, le fu detto di fare i controlli della tiroide e, in particolare un'ecografia che dimostrò un nodulo di 12 mm nella parte media del lobo sinistro.
Ovviamente le fu consigliato l'ago aspirato e Le venne prescritto l'ormone.
Così, dal 1996, la paziente inizia a prendere 75 mcg di ormone che, peraltro, come quasi sempre accade, non cambia la situazione: infatti, anche nelle successive indagini, il cosiddetto "nodulo" è sempre presente, come nell'ultima ecografia del 24 ottobre del 2003.
Messa in cura con la medicina biologica, inizia a scalare l'ormone, che verrà definitivamente sospeso nel mese di maggio 2004.
In una nuova ecografia, effettuata il 29 gennaio 2004, si legge che "non sono evidenziabili immagini nodulari".
- signora di 44 anni, viene in cura per noduli tiroidei nel mese di novembre 2003.
L'ecografia portata in visione, effettuata un mese prima, parlava di "presenza di almeno 3 noduli veri, uno nel lobo destro di 5 mm. e due nel lobo sinistro, di 5 e 10 mm".
Per questo la signora da 6 anni era in cura l'ormone tiroideo, fino ai 150 mcg assunti all'epoca della prima visita.
Nonostante anni di ormoni, come quasi sempre accade, i noduli persistevano, gli anticorpi anti-TPO erano elevatissimi (superiori a 3000, per valori normali fino a 60) e, in più, il valore del TSH si era azzerato.
Tra l'altro, la signora era anche ingrassata fino a 83 chili.
Messa in cura con la Medicina Biologica, si iniziò a scalare gradualmente l'ormone, prima a 100, poi a 75, 50, 25, fino a 12.5 mcg, per poi eliminarlo completamente nel mese di dicembre 2005.
In questi 2 anni le analisi del TSH e degli ormoni tiroidei si sono sempre mantenute perfette, gli anticorpi anti-TPO, da oltre 3000, sono scesi stabilmente intorno a 1200-1300, ma, soprattutto, l'ultima ecografia evidenzia, al posto dei 3 precedenti noduli, "un solo piccolo nodulo calcifico di 5 mm".
Ulteriore aggiornamento con le analisi del 27 giugno 2006: la funzione tiroidea continua ad essere ottimale, con un eccellente TSH a 1.92 e anticorpi perfetti; inoltre, anche gli anticorpi anti-TPO continuano, piano piano, a scendere (da oltre 3000, ora sono a 1063).
La paziente, ovviamente, continua a sentirsi bene.
- signora di circa 52 anni, all'epoca della prima visita, avvenuta il 31 ottobre 2005.
La paziente presentava un grande gozzo a destra di 75 x 51 mm, con forte deviazione della trachea a sinistra.
Per cercare di evitare l'operazione, si è rivolta alla medicina biologica: chiaramente le fu detto che avremmo cercato di non far peggiorare le cose, in modo da evitare l'intervento.
Dopo 3 mesi è stata rifatta l'ecografia, dalla quale risulta che il gozzo è sceso da 75 a 70 mm e questo lascia ben sperare anche per il futuro.
- ragazza di 30 anni, viene in prima visita il 15 novembre 2005, con una lunga storia di "gozzo multinodulare", fin da quando aveva 16 anni.
L'ultima ecografia del 2005, in ambito ospedaliero, non lasciava speranze di salvare la tiroide.
Si legge testualmente: paziente di 30 anni con storia clinica di gozzo dall'età adolescenziale, trattata con L-tiroxina (l'ormone tiroideo), ma progressivamente aumentato di volume.
A parte il fatto che questo esempio dimostra, ancora una volta, che l'ormone non dà garanzie, il referto dell'ecografia termina così: in considerazione del volume della tiroide, della plurinodularità e della parziale immersione in sede retrosternale, si indica intervento di tiroidectomia totale.
Con queste basi, obbiettivamente poco allegre, decidemmo di provare a curarci per un pò di mesi, per vedere cosa poteva succedere: a togliere la tiroide c'era sempre tempo...
Dopo 10 mesi di cura, effettuiamo una nuova ecografia, però in un altro centro diagnostico e senza portare in visione le ecografie precedenti: il nostro scopo era quello di vedere se, dopo la nuova ecografia, le fosse ancora consigliata l'asportazione della tiroide.
Fortunatamente, nulla di tutto questo!
La nuova ecografia risulta molto migliorata, evidenziando una "prevalenza del lobo destro", conferma il "gozzo multinodulare" con il nodulo maggiore di 23 mm e, inoltre, una modica deviazione della trachea.
Infine, nessuna presenza di linfonodi latero-cervicali.
Tutto quì, senza commenti da parte dell'ecografista, nè il minimo accenno all'intervento; solo la solita raccomandazione di prendere l'ormone.
Ma lui non conosceva tutta la storia...
La ragazza è uscita dallo studio molto sollevata, con la ferma volontà di continuare a curarsi con la medicina biologica e integrata.
- ragazza di 39 anni, viene in prima visita il 3 luglio 2006 con diagnosi di tiroidite fatta mediante l'ultima ecografia, secondo la quale "la tiroide è diffusamente aumentata di volume, con aree ipoecogene più estese a destra".
Messa in cura, effettua una nuova ecografia, peraltro con lo stesso operatore, la quale evidenzia "lobi tiroidei di volume normale, senza lesioni nodulari".
- signora di 56 anni, viene in prima visita il 23 gennaio 2003, per noduli tiroidei.
La signora, in passato, aveva assunto l'ormone tiroideo per circa un anno, ma aveva deciso di sospenderlo sia per effetti collaterali subiti, sia perchè, nonostante l'ormone, i noduli si erano ingranditi.
L'ecografia fatta pochi giorni della prima visita, il 13 gennaio 2003, mostrava nel lobo destro 3 grandi noduli (uno di 32x15x20 mm, un secondo di 16x10x10 mm ed un terzo di 7.2mm) e a sinistra altri 3 noduli (15x10 mm, 8x7 mm e un ultimo di 5 mm).
Dopo qualche mese di cura, per darle più tranquillità, le chiedemmo 2 ecografie nuove, che risultarono entrambe nettamente migliorate; una riportava solo 4 noduli al posto di 6 e più piccoli di quelli rilevati a gennaio.
L'altra eco mostrava solo 2 piccoli nodulini di 8 e 10 mm a destra ed un solo nodulo di 17x9 a sinistra.
- signore di 87 anni, nato nel 1919, viene in cura per un grande nodulo tiroideo il 24 maggio 2005.
Dall'epoca della prima diagnosi, avvenuta nel marzo del 1997, il nodulo si era gradualmente ingrandito, passando dagli originali 38x32 mm a 60x35x46, il 16 dicembre 2004.
Messosi in cura presso il nostro centro medico, il nodulo è iniziato a diminuire di volume, passando a 59x31x38 nell'ottobre 2005, fino alle ultime 2 ecografie di luglio e novembre 2006, nelle quali era diventato di 55x29x32 e 46x30.
Ovviamente, il tutto è anche coinciso con la graduale sospensione dell'ormone tiroideo (all'epoca della prima visita ne assumeva 75 mcg), avvenuta nel gennaio 2006, con tutti gli esami nella norma.
Per questo, il presente caso avrebbe potuto essere riportato anche nei "casi di riabilitazione della tiroide dopo assunzione di ormoni".
L'anziano paziente, però molto giovanile rispetto all'età, ci ha portato tutta la sua storia clinica su materiale computerizzato, evitandoci fotocopie e quant'altro...
Beato lui...
- ragazza di 30 anni, viene a studio medico per noduli tiroidei il 10 febbraio 2006, per i quali assumeva da tempo 75 mcg di ormone tiroideo.
Le dimensioni del nodulo maggiore all'eco del settembre 2006 erano 16 x 14 x 9 mm; erano, inoltre, presenti altri 2 piccoli nodulini.
In questi mesi Le è stato tolto l'ormone e, nell'ultima visita del gennaio 2007, le analisi sono risultate perfette, con il TSH a 2.48 e ormoni nella norma.
La nuova ecografia dell'11 gennaio 2007, effettuata dallo stesso medico, parlava testualmente di << un volume inferiore di 9 x 8 x 5 mm>>.
- caso di una signora di 45 anni, con diagnosi di una "ciste del dotto tireoglosso" di 26 mm e di 2 noduli solidi di 20 e 18 mm.
La prima visita risale al 10 novembre 2005 e, dopo alcuni mesi di cura, la nuova ecografia del maggio 2006 parla di <<netta riduzione della ciste del dotto tireoglosso (14 mm invece di 26) e lieve riduzione dei 2 noduli solidi (15 e 16 mm invece che 20 e 18)>>.
- signora di 50 anni, viene in prima visita il 17 marzo 2006, con diagnosi di grosso nodulo tiroideo, portando in visione alcune ecografie, una delle quali evidenziava un "nodulo vascolarizzato di tipo III, di 38 x 29 x 15 mm", mentre un'altra ecografia parlava di "voluminoso nodulo ovalare di 38 x 17 mm".
Messa in cura, effettua una nuova ecografia del 1 marzo 2007, nella quale si legge testualmente: "non si osservano formazioni cistiche solide o liquide bilateralmente. Lobo sinistro 23.9 x 26.2".
- signora nata nel 1955, viene a studio medico il 24 gennaio 2006, intenzionata a curare i suoi noduli tiroidei, a sospendere l'uso dell'ormone (ne assumeva 75 mcg dal 1998) e a perdere i 4-5 chili che aveva preso negli ultimi tempi (pesava 63 chili, mentre il suo peso ideale era sempre stato 58).
Le ecografie portate in visione denotavano 3 noduli, 2 a destra di 18 x 10 e 5.5 mm, uno a sinistra di 10 mm.
Messa in cura, raggiunge tutti e 3 gli obiettivi che si era prefissata, arrivando a pesare 58 chili ad aprile 2006, scalando gradualmente l'ormone ed eliminandolo definitivamente nel dicembre 2006 (ovviamente con analisi perfette) e, infine, effettuando l'ultima ecografia, il 7 settembre 2007, in cui era sparito il nodulo nel lobo di sinistra, mentre a destra residuavano 2 piccoli noduli contigui di 5 mm.
Considerando che la sua paura era quella dell'asportazione della tiroide, la paziente ha tirato un bel respiro di sollievo.
- signora del 1969, viene in prima visita il 29 dicembre 2004.
Aveva assunto per un pò di tempo l'ormone tiroideo per una diagnosi di "noduli tiroidei", perchè le era stato detto che l'ormone serviva per "tenere sotto controllo i noduli".
L'ecografia di quei tempi diceva che "l'ecostruttura della tiroide appare marcatamente disomogenea, per la presenza di multiple formazioni nodulari, dalle dimensioni comprese tra 5 e 16 mm".
Successivamente, aveva dovuto eliminare l'ormone, per via degli effetti collaterali.
Tra le eco successive, fatte di solito senza portare in visione le precedenti, il nodulo maggiore, tra i tanti, era di 18x11x9 mm, ed un altro raggiungeva i 10 mm.
Curatasi per anni con la Medicina Biologica, nonostante vari fattori che "non piacciono molto alla tiroide", quali il vegetarianesimo e una scarsa affidabilità nel seguire un certo stile di vita, l'ultima ecografia effettuata prima della pubblicazione del caso, fatta il 9 aprile 2010, evidenziava solo nodulini subcentimetrici, eccetto uno di 13x8.
- ragazzo di 26 anni, viene a studio medico il 27 maggio 2008 con la diagnosi di un grande nodulo di 50 x 25 x 43 mm, che determinava compressione e dislocazione della trachea.
L'ecografia terminava con l'invito a consultare un chirurgo.
Messo in cura, lo rivediamo dopo 2 mesi e la nuova ecografia parlava di "formazione nodulare di 43 x 22 mm, con asse tracheale lievemente deviato a destra.
Tenendo conto che erano passati solo 2 mesi, il ragazzo era molto soddisfatto, anche e soprattutto perchè il secondo ecografista non aveva parlato di togliere la tiroide...
- signora nata nel 1950, viene in prima visita il 22 maggio 2008, con una diagnosi di "gozzo uninodulare" di 3 cm, presente fin dal 1993.
Messa in cura, Le chiediamo però di fare un'altra ecografia alla visita di controllo, che la paziente effettua il 14 dicembre 2008, e che evidenzia 5 noduli nel lobo di destra (mm 6, 7, 9, 7 e 14x8) e 6 noduli a sinistra (mm 7, 4, 9, 4, 6 e 10x6).
Nel frattempo continuiamo a scalare l'ormone tiroideo.
Alla visita di controllo del 30 luglio 2009 ci porta una nuova ecografia, effettuata il 18 giugno, che non evidenzia più 11 noduli, ma solo 6 in tutto (mm 12, 10, 6, 8, 7 e 6).