Menopausa

Per tanti anni, sul nostro sito, abbiamo parlato della pericolosità della terapia ormonale sostitutiva (TOS).
Ora è ufficiale!
Il Ministero della Salute ha inviato a tutti i medici una importante comunicazione pubblicata sul bollettino ufficiale...




Sul bollettino ufficiale di aggiornamento ai farmaci del dicembre 2003  il Ministero delle Salute, riferendosi a recenti studi, mette in guardia i medici e la comunità tutta sulla pericolosità dell’uso degli ormoni in menopausa (terapia ormonale sostitutiva o TOS).
In particolare, a proposito della terapia ormonale sostitutiva, si legge testualmente:

"recenti studi e altri studi pregressi hanno dimostrato che questa terapia favorisce l’insorgenza del cancro al seno, all’utero ed alle ovaie; inoltre, essa aumenta anche il rischio di infarto, ictus e tromboembolie venose; in più, predispone alla demenza senile; infine essa non migliora la qualità della vita delle donne in menopausa".

 

 

Un bel quadro, non c’è che dire: leggendo attentamente il documento si può capire quante bugie siano state dette, in questi ultimi 2 decenni, sulla pelle delle donne, ignare vittime di interessi molto più grandi di loro.

E pensare che per 25 anni la TOS è stata data a decine di milioni di donne nel mondo, convincendole che proteggeva il cuore, che faceva restare giovani e in forma e, infine, che curava l’osteoporosi...

E invece era proprio il contrario !

Ma allora perchè permetterne l’uso per 25 anni? E soprattutto, visto che ormai la sua pericolosità è accertata, perché si consente a medici e ginecologi di prescriverla ancora, continuando a giocare con la pelle delle donne?

Sulla nota del Ministero della Salute, infatti, si parla testualmente anche di "studi pregressi", il che vuol dire che questo grave problema era conosciuto già da anni ed anche noi ne eravamo a conoscenza, tanto che lo abbiamo denunciato sul nostro sito internet già una decina di anni fa.

Quello che segue è il testo integrale che per anni è apparso sul sito del Centro Medico Broussais, già molti anni prima degli ultimi studi che hanno sancito definitivamente l’estrema pericolosità di questi ormoni.

L'abbiamo lasciato così com'era, proprio per far capire che tutto questo si sapeva già da tanti anni... 

Il documento era denominato...

"MENOPAUSA E OSTEOPOROSI"

UNA NUOVA MALATTIA PER UNA NUOVA OPPORTUNITA’ DI MERCATO

Negli ultimi 2 decenni varie campagne di informazione dei media o bollettini informativi nelle sale d’attesa dei medici o nelle farmacie hanno avvertito insistentemente sui rischi conseguenti la riduzione della massa ossea. Le donne, in particolare, sono bombardate dal messaggio che la guerra all’osteoporosi va combattuta:

a) con la terapia sostitutiva, cioè con gli ormoni

b) con l’aiuto di un farmaci a base di fosfati che ricostruirebbero le ossa

c) con l’assunzione di integratori di calcio

d) con l’aumento del consumo di latte e latticini

In tal modo, una donna dovrebbe sentirsi al sicuro, anche perchè – recitava l’ingannevole pubblicità – oltre a non dover temere l’osteoporosi, non dovrà temere neanche per i rischi legati alle malattie cardiovascolari.

Sfortunatamente le cose non stanno così, in quanto...

a) gli ormoni sintetici sono medicinali notoriamente cancerogeni

b) gli integratori di calcio non solo sono inefficaci nella ricostruzione ossea ma possono portare a deficienze di altri minerali, calcificazioni delle arterie e calcoli renali o biliari;

c) infine, è provato che i latticini costituiscono una causa determinante della perdita di massa ossea: infatti, le nazioni con più elevato tasso di osteoporosi (Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda, Svezia, Danimarca, ecc.) sono le stesse nazioni in cui il consumo di latte, latticini e integratori di calcio è più elevato: basti pensare che solo negli Stati Uniti esistono oltre 20 milioni di persone affette da osteoporosi!

Inoltre, se noi chiedessimo ad un gruppo di donne anziane affette da grave osteoporosi, finanche con fratture spontanee, se nella loro vita non abbiano spesso utilizzato l’acqua del rubinetto (notoriamente ricca di calcio) o non si siano costantemente nutrite con latte, stracchino, mozzarella, parmigiano e altri vari latticini, tutte quante risponderebbero affermativamente, e cioè che hanno sempre fatto uso di latte e latticini.

E’ evidente, a questo punto, che il calcio non ha nulla a che fare con l’osteoporosi anzi, per rafforzare ancora di più questa consapevolezza, basti pensare che il vecchio motto "essere forte come un toro" riguarda un animale che si nutre esclusivamente di erba!

Come se non bastasse. esistono anche ulteriori motivi per giudicare dannosi latticini ed integratori di calcio: innanzitutto, come già accennato, in entrambi i casi si tratta di calcio non bio disponibile e che dunque si deposita nei connettivi provocando, a lungo andare, calcificazioni alle articolazioni, alle arterie, calcoli, cellulite e quant’altro.
Inoltre, nell’ultimo decennio è stato dimostrato che l’eccesso di calcio rallenta significativamente la produzione di un ormone tiroideo, la tiroxina; in altri termini, l’eccesso di calcio, con il suo forte effetto anabolizzante, rallenta fortemente il metabolismo.

E a chi si cerca di propinarlo?

Proprio a quelle donne che già sono in un periodo della loro vita in cui il metabolismo diminuisce per conto suo e si tende più facilmente ad ingrassare!
E oltre ai latticini e agli integratori, pure gli ormoni: una bella accoppiata, non c’è che dire!

ESTROGENI: LE RADICI DELL’INGANNO

Sconfessata la prima bugia dell’industria dell’osteoporosi sul latte e sul calcio, passiamo a sconfessare la seconda e cioè che l’osteoporosi dipenda dalla carenza di ormoni estrogeni: le radici di questo inganno risalgono agli anni ’60-’70, quando le statistiche iniziarono a dimostrare la pericolosità di questi ormoni: basti pensare alla pubblicazione nel 1975 di uno studio apparso sul prestigioso "New England Journal of Medicine" che dimostrò come il rischio di cancro dell’utero aumentava di 6-7 volte nelle donne che assumevano estrogeni e, anzi, le donne che li avevano utilizzati per più di 7 anni erano 14 volte più a rischio di cancro rispetto a quelle che non li usavano. Nello stesso mese le cifre del California Cancer Registry confermavano le scoperte: fra le donne bianche sopra i 50 anni si era registrato tra il 1969 e il 1974 un incremento dell’80% del cancro dell’utero.

LA MANIPOLAZIONE DEI DATI DA PARTE DELLE AZIENDE FARMACEUTICHE

Poichè, però, questo allarme aveva causato un forte calo nelle vendite del farmaco, si doveva fare qualcosa per salvare un mercato così redditizio. 

Per questo, le aziende farmaceutiche, riconoscendo il loro errore nel prescrivere gli estrogeni a donne con l’utero sano, tentarono di rimediare aggiungendo agli estrogeni un progestinico sintetico, sostenendo che in tal modo l’utero sarebbe stato protetto dagli effetti cancerogeni degli estrogeni: nacque così l’attuale terapia sostitutiva, sebbene non fossero stati condotti studi a lungo termine per provare la sicurezza dell’accoppiata estrogeni-progestinico.

Però le donne continuavano a dubitare seriamente dell’uso di ormoni sintetici e così le aziende farmaceutiche furono costrette a trovare una strategia vincente per rendere allettanti gli ormoni e questa strategia fu rappresentata dall’osteoporosi, malattia che, all’epoca, quasi l’80% delle donne non aveva mai sentito nominare.

In tal modo si cercò di convincere le donne che l’osteoporosi rappresentava una grave minaccia per la loro salute e se ne additò la menopausa quale causa principale.

La pubblicità delle case farmaceutiche fu così forte che le donne furono convinte che il rischio di cancro fosse insignificante se paragonato ai benefici della terapia sostitutiva (che, però, come vedremo non esistono).

Infine, per poter giustificare ancora di più l’osteoporosi quale malattia delle donne dovuta a carenza di estrogeni, i maschi furono intenzionalmente trascurati, benché non certamente immuni dall’osteoporosi stessa, semplicemente perché una loro implicazione nel problema avrebbe sconfessato la definizione (o bugia) di base dell’osteoporosi stessa, cioè di malattia legata alla menopausa e tutto il castello economico creato ad arte dalle case farmaceutiche sarebbe crollato.

Sfortunatamente per le donne, invece, la terapia sostitutiva ha preso piede con tutti i rischi connessi poichè i fatti dimostrano che tutto il protocollo terapeutico previsto è non solo inutile ma anche dannoso.

Oltretutto chiunque abbia un minimo di intelligenza può porsi le seguenti domande: innanzitutto, se fosse vero che l’osteoporosi dipende dalla menopausa e relativa carenza di estrogeni, tutte le donne di una certa età dovrebbero esserne affette!
E allora come mai tante di esse non hanno l’osteoporosi?
E, inoltre, come è possibile che oggi si ammalino di osteoporosi anche persone sotto i 30 anni?
Qualcuno potrebbe rispondere che è un fatto genetico (e vedremo che anche questo non è esatto), ma, anche se fosse, sarebbe un ottimo motivo in più per scartare la menopausa quale responsabile dell'osteoporosi.

LA VERITA’ SULL’OSTEOPOROSI

A questo punto chi legge sarà curioso di sapere quali sono i motivi che provocano l’osteoporosi, visto che si dimostra che non ha nulla a che vedere né con la menopausa, né con il calcio.

PERCHE' VIENE L'OSTEOPOROSI ?

Diamo dunque la spiegazione cercando di usare termini semplici e comprensibili per tutti: il sangue degli esseri umani ha uno specifico pH (il pH è il parametro con cui si misura il grado di acidità o di basicità di una soluzione).

Il pH va da 0 a 14: sotto 7 diremo che la soluzione è acida, sopra i 7 diremo che è alcalina o basica.

Il pH del sangue è circa 7.30-7.40, quindi è leggermente alcalino e non può spostarsi da questi valori nel modo più assoluto (in medicina moderna la capacità di mantenere una condizione stabile si chiama omeostasi).

Ma mettiamo che un soggetto in un giorno ingerisca un bolo alimentare molto acido (ad es., pasta al pomodoro + carne + insalata di pomodori + un dolce); questi alimenti acidi verranno assimilati e potrebbero, almeno in teoria, abbassare il pH del sangue: abbiamo però visto che ciò non è possibile perché il sangue deve avere sempre un pH di 7.30-7.40.

Ci chiediamo allora quali meccanismi di difesa intervengano nella salvaguardia dell’omeostasi sanguigna: ebbene, l’organismo è dotato di riserve di sali minerali, detti "sistemi tampone" costituiti principalmente dai sali di sodio, che costituiscono la naturale riserva per tamponare l’eventuale eccesso di acidi.

Ma ammettiamo che quel soggetto fosse solito nutrirsi giornalmente con alimenti a forte valenza acida: in tal caso, le riserve di sali prima o poi potrebbero rivelarsi insufficienti a tamponare l’acidità e allora cosa accade?

Purtroppo accade che l’organismo,essendo a corto di riserve tampone e cioè di sali, sia costretto a procacciarsi queste riserve anti-acide nell’unico posto rimasto: le ossa, ed ecco la comparsa dell’osteoporosi!

COME AFFRONTARE NEL MODO CORRETTO LA MENOPAUSA E COME PREVENIRE O CURARE L'OSTEOPOROSI CON LA MEDICINA BIOLOGICA

Considerando la menopausa nella sua giusta ottica e cioè come uno dei tanti naturali passaggi nella vita, la Medicina Biologica è in grado di aiutare la donna a vivere questo periodo con serenità e salute, senza ricorrere ad ormoni cancerogeni ed altre sostanze tossiche ideate solo per interessi delle aziende farmaceutiche.

Per curare gli eventuali disturbi della menopausa, la Medicina Biologica si avvale di tutta una serie di presidi terapeutici che sono prescritti dopo un accurato Check-Up funzionale (vedi documento specifico), sempre in base alle esigenze delle singole pazienti, tutte diverse l'una dall'altra.

In tal modo, la Medicina Biologica ci permette di vivere la menopausa in perfetto benessere e in piena forma.

Per quanto riguarda la prevenzione e la cura dell’osteoporosi, oltre ad un protocollo nutrizionale specifico, esiste oggi un metodo rivoluzionario, privo di qualsiasi effetto collaterale, in grado di preservare le ossa dal processo di osteoporosi: la IONORISONANZA SEQEX.

Per saperne di più leggi il documento specifico.

L’ULTIMA CONSIDERAZIONE

Per oltre 15-20 anni, soprattutto negli anni ’80, la cura ufficiale dell’osteoporosi era costituita dalla calcitonina, un ormone che, almeno in teoria, legava il calcio alle ossa; questo era il protocollo universalmente accettato dalla totalità della classe medica che anche allora, come oggi, era stata convinta dalle aziende farmaceutiche della sua assoluta efficacia.

In tal modo, per 15-20 anni tutti i medici hanno accettato in modo acritico, come oggi accade per la terapia sostitutiva, un protocollo standardizzato ed hanno prescritto milioni e milioni di "pezzi".

Poi la triste verità: la calcitonina era inutile, non ha curato un solo caso di osteoporosi e oggi non esiste più, ma per 15-20 anni è stata considerata la terapia per l’osteoporosi!

Oggi, al posto della calcitonina, c’è oggi la terapia sostitutiva, anch’essa assolutamente inefficace (e, da quanto dimostrato, anche dannosa).

C’è da chiedersi cosa pensino oggi tutti quei medici e professori che per tanto tempo hanno prescritto la calcitonina, convinti (dalle case farmaceutiche) che fosse la cura giusta e come mai, da un giorno all’altro, l’hanno ripudiata e messa nel dimenticatoio: eppure l'avevano utilizzata per anni, convinti di essere nel giusto (anche se, poi, nessun paziente guariva).

Ma come è stato possibile convincere milioni di medici, in tutto il mondo, a prescrivere milioni di "pezzi" di un farmaco che non ha mai curato nessuno?

E' semplice: le case farmaceutiche si sono letteralmente inventate il concetto secondo il quale il farmaco serviva, se non a migliorare l'osteoporosi, almeno a bloccarla.

Le persone mediamente intelligenti, a questo punto, si faranno una domanda: perchè un farmaco che non cura una malattia dovrebbe bloccarne il decorso?

La verità è che esistono troppi interessi che, purtroppo, vanno a totale discapito della salute della gente.