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Leggi il profilo di una mangiatrice emotiva, tratto dal best seller "Cibo ed emozioni"...
PROFILO DI UNA MANGIATRICE EMOTIVA
tratto dal best seller "Cibo ed emozioni"
<< La mattina non ho problemi: sono talmente occupata a preparare i bambini per la scuola e me stessa per il lavoro, che sono fortunata quando riesco a mandar giù un po’ di caffè.
Qualche volta riesco a mangiare qualche biscotto, ma se sono di corsa non mangio niente.
Al lavoro, nell’intervallo, prendo un caffè e pranzo fuori, in genere, con un’amica.
Torno a casa per le sei meno un quarto ed è a quell’ora che comincia la fame emotiva: appena rientro in casa, pian piano comincia a sentire la necessità irrefrenabile di "spiluccare" qualcosa e non riesco a resistere, così quando arriva l’ora di cena non ho più tanta fame e non mangio un granché.
La fame emotiva mi riprende dopo che ho sparecchiato: quando finalmente mi rilasso, ricomincia la sensazione di forte desiderio.
Qualche volta va meglio se chiamo un’amica e parlo un po’ al telefono ma, non appena appesa la cornetta, accendo la televisione a ricomincio a mangiucchiare: a volte sono cioccolatini, altre volte gli avanzi o qualsiasi altra cosa, senza nemmeno usare un piatto e spesso in piedi.
Mi rendo conto che è un cosa sciocca: è come se pensassi che mangiano velocemente e senza creare disordine non avessi mangiato.
Non so perché lo faccio, non è che abbia veramente fame: ma se provo a resistere, continuo a sentire una voglia che non mi abbandona.
Però non riesco ad accettarmi con questi chili in più, mi giudico e mi sento giudicata male, ho perso parte della mia femminilità e anche con mio marito non è più come un tempo: eppure, nonostante io soffra tanto per questo stato, non riesco a resistere alla fame emotiva.
Ho provato più volte a dimagrire, ma finisce sempre che riprendo i chili: non so più che fare.
Ho sentito che tutto questo dipende da meccanismi che partono ha una ghiandola che si chiama ipotalamo e che è possibile imparare a controllare tali meccanismi >>.
IMPARIAMO A GESTIRE L'IPOTALAMO
Il sovrappeso non è una semplice condizione di disagio "estetico", ma soprattutto l’effetto di un disagio interiore dovuto al tentativo di affrontare le "intemperie" della vita, siano esse ansia, nervosismo, depressione, paura, noia, ecc.
Inoltre, si sa che il sovrappeso genera malessere, malattie, aspettative di vita inferiore alla media.
Ed inoltre un cattivo rapporto con sé stessi e con la propria immagine produce spesso una mancanza di fiducia e di stima verso sé stessi.
Da alcuni decenni gli scienziati hanno dimostrato che il problema del sovrappeso dipende dal fatto che l’ipotalamo, la ghiandola che governa il peso, tende ad accumulare grasso per "difesa" nei confronti di stati d’animo negativi, specialmente paura, ansia, rabbia, depressione, delusione, lutti.
In particolare, esistono alcune grandi categorie di persone che, pur con sforzi enormi, non riescono a dimagrire e sono:
- le persone che non sono state amate o che, comunque, non lo sono state come avrebbero voluto.
- chi ha vissuto la fine di un rapporto affettivo o, comunque, vive una relazione conflittuale;
- chi è in ansia per problemi economici o pratici;
- chi ha avuto a che fare con gravi malattie o incidenti , proprie o di congiunti;
- chi ha subito gravi lutti non ben "digeriti" o teme altri lutti o ha paura della morte;
- le persone che hanno preso, per vari motivi, una serie di farmaci che hanno bloccato l’ipotalamo e il metabolismo.
Rientrare in uno o più dei gruppi significa avere un "blocco funzionale" dell'Ipotalamo, che impedisce di ottenere un facile dimagrimento, perchè in tali condizioni la ghiandola si mette sulla difensiva e accumula grasso con estrema facilità, rallentando bruscamente il metabolismo.
In una situazione di allarme dell'Ipotalamo l'errore più grande che si può fare è mettersi a dieta, perchè questo creerebbe uno stato di allarme ancora maggiore.
E', invece, necessario imparare come gestire una situazione del genere, acquisendo i giusti dati; questo è l'obiettivo della dieta metabolica (clicca).
Oggi è possibile iniziare un cambiamento profondo, con l’obiettivo di rimuovere quelle sensazioni emotive negative che impediscono all’essere umano di essere sereno e tranquillo, e che sono quasi sempre scaricate sul cibo.
Si parlerà di tutto questo anche nell'ambito del corso tenuto dal dr. Simeone (clicca).